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 Rank: Cerino Gruppi: Member
Iscritto: 11/3/2008 Messaggi: 29 Points: 87 Locazione: piemonte
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un tipo di pellet proveniente dalla lituania è stato sequestrato , la marca è natural kraft http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=52412
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 Rank: Cerino Gruppi: Member
Iscritto: 11/13/2008 Messaggi: 17 Points: -46 Locazione: vicenza
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http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?s=4da517b5c0cb305b0174b199259f75a3&t=1999578&page=2per chi vuole leggere qualcosa in più.... comunque sono del parere che se andiamo analizzare tutti i legni, questi hanno assorbito un po di cesio dalle radiazioni di chernobyl!!!! EVVIVA IL FREDDO COSI CI SCALDIAMO.....;-)
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 Rank: Drago di Fuoco Gruppi: Global Admin
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Iscritto: 7/29/2008 Messaggi: 463 Points: 1,875 Locazione: Porcia PN
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Intanto sposto nella sezione corretta... A breve un nostro commento in merito!
PoSyS - Forum Administrator
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 Rank: Cerino Gruppi: Member
Iscritto: 11/13/2008 Messaggi: 17 Points: -46 Locazione: vicenza
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ecco un'altro link http://www.studentirovereto.it/forum/viewtopic.php?p=495774 EVVIVA IL FREDDO COSI CI SCALDIAMO.....;-)
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 Rank: Candela Gruppi: CAT Palazzetti
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Iscritto: 8/31/2008 Messaggi: 111 Points: 242 Locazione: Sardegna
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Penso che l’allarmismo sia ingiustificato.Hanno trovato TRACCE di Cesio su alcuni sacchi marca Naturkraft, non su tutta la produzione di quella marca.
Il Cesio in questione inoltre è pericoloso se ingerito non se toccato, mi raccomando quindi di non assaggiare pellet NaturKraft. Sicuramente aumenteranno i controlli e potremo stare ancora più sereni di come eravamo prima, pensate alla bufala delle mozzarelle di bufala….
Tutte le altre marche, sino a prova contraria, sono da ritenersi sicure...................... Che sia la volta buona che abbassano i prezzi del pellet?
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 Rank: Drago di Fuoco Gruppi: Global Admin
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Iscritto: 7/29/2008 Messaggi: 463 Points: 1,875 Locazione: Porcia PN
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Data l'importanza, metto questo topic in rilievo, e vi riporto il testo dell' articolo che abbiamo appena pubblicato nel nostro blog: L'allarme pellet radioattivo partito dalla Valle d'Aosta sabato scorso è stato accolto con stupore dagli addetti ai lavori dal momento che, normalmente, le importazioni internazionali dovrebbero essere soggette ad accurati controlli in dogana, proprio al fine di scongiurare eventi di questo tipo - e molti, infatti, sono i casi di rinvio al mittente di autotreni di rifiuti o materie prime contaminate. Da anni la nostra azienda sostiene pubblicamente la diffusione del pellet come combustibile e come tecnologia di combustione, perché consente di ottenere performance veramente eccezionali per un combustibile solido che, per di più, è anche rinnovabile e permette un notevole risparmio sulla bolletta energetica del consumatore. I recenti eventi di cronaca mettono in luce come il pellet sia giunto in pochi anni a giocare un ruolo molto importante nello scenario energetico italiano ed europeo, al punto da meritare l'attenzione di tutti i media nel momento in cui qualcosa sembra uscire dall'aura "dell’ecologico, sano e naturale". A tranquillizzare la situazione per fortuna sono i numeri: di circa 1.000.000,00 di tonnellate di pellet consumato annualmente in Italia la quota di provenienza Lituana è inferiore all’1%; al momento attuale solo una minima parte del materiale lituano importato risulta essere contaminato, il che fa abbassare ulteriormente la percentuale al punto da poterlo considerare, per ora, un caso isolato. A tutela dei milioni di consumatori di pellet in Italia ci siamo attivati per ottenere la necessaria tracciatura dell'origine della segatura utilizzata dai maggiori pellettizzatori italiani ed europei, al fine di avere la garanzia sul controllo della provenienza delle materie prime: tutti i documenti ufficiali che riusciremo a reperire al riguardo attraverso la nostra rete di relazioni verranno pubblicati sul nostro blog, a partire dal comunicato stampa dell'associazione austriaca del pellet: ProPellets Austria. L'associazione proPellets Austria - al pari della ns. Associazione Italiana Pellet - riunisce tutti gli attori del settore: produttori di combustibile pellet, commercianti di pellet, produttori di stufe e caldaie a pellet, di sistemi di immagazzinamento e altri. Tra i suoi obiettivi ricordiamo: lavoro di informazione sul tema "riscaldare con il pellet" favorire condizioni politiche migliori per quello che è un combustibile ecocompatibile ed economico tutela della qualità offerta all'utente attività di monitoraggio del mercato e pubblicazione dei dati inerenti collaborazioni internazionali
In allegato a quest'articolo la traduzione in italiano del comunicato stampa di proPellets Austria.
File allegato(i):
palazzetti_comunicato_propelletsaustria_150609.pdf (8kb) scaricato 55 volta(e).
PoSyS - Forum Administrator
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Iscritto: 7/29/2008 Messaggi: 463 Points: 1,875 Locazione: Porcia PN
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Abbiamo appena pubblicato nel nostro blog il comunicato stampa ufficiale dell'Associazione Italiana Pellets. Per vostra comodità lo riporto anche qui: PELLET RADIOATTIVO: ATTENZIONE ALLE FACILI GENERALIZZAZIONI Un episodio che non va sottovalutato ma che non deve penalizzare un settore delle rinnovabili che genera vantaggi ambientali ed economici Le notizie circa il sequestro di pellet prodotto in Lituania contaminato da Cesio 137 e commercializzato anche nel nostro paese, danno un'immagine non coerente con la realtà del pellet prodotto in Italia. Come spesso accade le "presunte" responsabilità di pochi ricadono ingiustamente su un intero settore come quello della produzione del pellet che vede numerosi produttori italiani impegnati nel continuo miglioramento qualitativo del prodotto. Una parte rilevante del pellet consumato in Italia è prodotto da aziende italiane che impiegano legno vergine di provenienza sia nazionale, sia di alcuni paesi europei limitrofi. Attualmente in Italia sono consumate oltre 1 milione di tonnellate di pellet, di cui almeno 750.000 di produzione nazionale. La maggior quota di importazione (circa 250.000 t) proviene dall'Austria. Anche le quote importate sono largamente riferite a rapporti commerciali consolidati Le importazioni dei paesi baltici rappresentano una piccola e sporadica quantità, dettata prevalentemente da logiche di concorrenza sul mercato, dato che questo pellet è venduto a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quello nazionale. Le informazioni che sono attualmente disponibili non consentono ancora di avere un quadro chiaro sull'entità e sulla portata del fenomeno, sia in termini di quantità di prodotto effettivamente contaminato, sia della soglia di reale contaminazione. Ciò quindi consiglia molta prudenza rispetto a giudizi liquidatori su un intero settore produttivo che non deve essere penalizzato ingiustamente. Il pellet, infatti, rappresenta un importante biocombustibile che registra un notevole sviluppo in tutta Europa, in grado di sostituire i combustibili fossili e che presenta notevoli vantaggi ambientali ed economici, con soddisfazione dei numerosi consumatori che lo utilizzano soprattutto per il riscaldamento domestico. Il tema della contaminazione radioattiva non va tuttavia sottovalutato e vanno sostenuti e promossi i controlli che le pubbliche autorità sono chiamate a svolgere con rigore, anche prevedendo un aggiornamento delle norme. Tuttavia siamo dell’avviso che questo episodio debba essere ricondotto alla sua reale portata, evitando inutili ed ingiustificati allarmi. File allegato(i):
palazzetti_comunicato_assopellets_160609.pdf (91kb) scaricato 24 volta(e).
PoSyS - Forum Administrator
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 Rank: Cerino Gruppi: Member
Iscritto: 11/13/2008 Messaggi: 17 Points: -46 Locazione: vicenza
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E' ovvio che non bisogna fare di tutto un'erba un fascio...(o tutto il pellet un sacco) ed è sicuro che non vado ne a mangiare un tronchettino ne a respirare di mia volontà i fumi. Quello che bisogna ribadire che se andiamo avanti di questo passo quanto dura la nostra vita?
EVVIVA IL FREDDO COSI CI SCALDIAMO..... ;-)
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 Rank: Lanciafiamme Gruppi: Member
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Iscritto: 7/19/2008 Messaggi: 1,488 Points: 2,435 Locazione: Porcia PN
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sono d'accordo con te cognac ma purtroppo non tutti si rendono conto di quanto sia importante rispettare la salute dell'uomo e dell'ambiente ! mah ...... Annalisa - Resp. Customer Care Palazzetti
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 Rank: Candela Gruppi: CAT Palazzetti
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Iscritto: 8/31/2008 Messaggi: 111 Points: 242 Locazione: Sardegna
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“Mi appello ai colleghi –conclude Rossi (presidente fumisti Veneto)- affinchè evitino, in questo momento, inutili allarmismi come incauti quanto costosi acquisti di Dispositivi di Protezione Individuale per l’esposizione a sorgenti radioattive che dovranno essere adottati solo ed esclusivamente su consiglio di specialisti del rischio specifico" dice il comunicato stampa della Confartigianato
"Lo strumento del Dipartimento di fisica ha registrato (sui campioni sardi) un valore di 30 Bequerel (Premio Nobel francese e scopritore della radioattività) per chilogrammo. Poca roba. La legge stabilisce una soglia massima di 320 Bq" dice L'Unione Sarda
Con questo non voglio negare, come giustamente ricordato, che le persone che rischiano di più sono proprio gli operatori del settore soprattutto gli spazzacamini, ma mi sembra un pò terroristico pensare ad una seria contaminazione radioattiva.
Un dato però molto positivo è che da oggi in poi aumenteranno di gran lunga i controlli pubblici (e privati da parte delle aziende!) sulle biomasse, specie se di provenienza estera.p.s.: 30 bequerel è il normale fondo radioattivo presente in natura, 380 bq è il limite per il latte, 600 bq per gli altri alimenti
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 Rank: Cerino Gruppi: Member
Iscritto: 11/13/2008 Messaggi: 17 Points: -46 Locazione: vicenza
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mi piace leggere i vari blog e ne ho trovato uno anche oggi interessante...se volete darci un'occhiata risponde la ditta incriminata http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/06/pellet-radioattivo-parla-lazienda-baltica-graanul-invest.html EVVIVA IL FREDDO COSI CI SCALDIAMO.....;-)
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Iscritto: 11/13/2008 Messaggi: 17 Points: -46 Locazione: vicenza
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Cancamillin ha scritto: Un dato però molto positivo è che da oggi in poi aumenteranno di gran lunga i controlli pubblici (e privati da parte delle aziende!) sulle biomasse, specie se di provenienza estera.[/size] ecco sono iniziati i controlli su tutte le ditte produttrici di pellet. MA COS'E' QUESTO DISCORSO? Strategia commerciale? Controllo del mercato? http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=121691ditemi voi cosa ne pensate di questo.... Mi sa che quest'anno il prezzo del pellet è salito troppo, per cui si vuole combattere contro la speculazione commerciale. Mi sa che da ora in poi troveremo il pellet a buon mercato come l'anno scorso. Bhòòòòòò EVVIVA IL FREDDO COSI CI SCALDIAMO.....;-)
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 Rank: Candela Gruppi: CAT Palazzetti
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Iscritto: 8/31/2008 Messaggi: 111 Points: 242 Locazione: Sardegna
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Finalmente stanno arrivando le prime analisi serie da parte dell’ARPA sul presunto pellet radioattivo.L’ARPA del piemonte è stato il primo a pubblicare le proprie conclusioni: -le tracce di Cesio trovate dopo analisi nelle ceneri sono insignificanti (meno del limite di 1000 bq) -anche ipotizzando ceneri radioattive così come riportato dagli organi di stampa (40.000 bq) non ci sono rischi per la salute dell’utilizzatore finale.“Le analisi hanno verificato nelle ceneri tracce insignificanti di radiazione ma anche ipotizzando ceneri radioattive così come riportato dagli organi di stampa (40.000 bq), la stima di dose annua può essere semplicemente calcolata dalla seguente formula: H = TU·TR·TP·CR·CD·C Inserendo quindi nell’espressione i valori sopra riportati si ottiene: H = 30,6 nSv/anno cioè un valore del tutto insignificante.
Anche considerando approcci più cautelativi, assumendo cioè ad esempio che il coefficiente di risospensione sia superiore di un ordine di grandezza (CR = 10-5) si ricaverebbe comunque una dose ampiamente al di sotto di 1 mSv/anno, un valore comunque assolutamente trascurabile, essendo inferiore al limite di 10 mSv/anno che la norma (allegato I del D. Lgs. 230/95) fissa come criterio per la non rilevanza radiologica.
Segnaliamo infine che, sempre prendendo come riferimento per la concentrazione delle ceneri i 40000 Bq/kg, sono da considerarsi del tutto trascurabili gli eventuali contributi di dose derivanti dallo spargimento delle ceneri stesse come concime in orti e coltivazioni: la dispersione nel suolo del Cs-137 e il suo trasferimento dal suolo stesso alle colture sono infatti processi complessi che, in generale, tendono però diluire la concentrazione di inquinante che giunge al consumatore."
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 Rank: Cerino Gruppi: Member
Iscritto: 11/13/2008 Messaggi: 17 Points: -46 Locazione: vicenza
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Ciao a tutti...allora come si voleva dimostrare GRANDE BUFALA....Ma perchè???? A voi la risposta. Io la mia me la sono già data... evviva la legna....
EVVIVA IL FREDDO COSI CI SCALDIAMO..... ;-)
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Iscritto: 8/31/2008 Messaggi: 111 Points: 242 Locazione: Sardegna
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Dopo il piemonte, anche l'ARPA LOMBARDIA ci rassicura:"Arpa Lombardia, sulla base delle stime radioprotezionistiche realizzate dal "Dipartimento di Milano-Unità Operativa Agenti Fisici" conferma, come già anticipato nei giorni scorsi, la non rilevanza radiologica dei "pellet "NATUR KRAFT PREMIUM - diametro 6 mm”. Tale rassicurazione riguarda anche l’uso delle ceneri.
La radioattività presente nei pellet e nelle ceneri è molto probabilmente ancora una conseguenza dell'incidente di Chernobyl, come hanno confermato analisi supplementari condotte da altre ARPA.
La riduzione della massa, data dall'incenerimento del prodotto, fa conseguentemente registrare una concentrazione di radioattività nelle ceneri maggiore rispetto a quella contenuta nel pellet integro.
Per quanto riguarda le richieste da parte dell'utenza di verifica dell’eventuale contaminazione della stufa ove siano stati utilizzati i pellet indagati, ARPA Lombardia, pur ritenendola dal punto di vista della radioprotezione non indispensabile, dà la propria disponibilità presso i Dipartimenti Provinciali a garantire il supporto per eventuali accertamenti analitici, fino a diverse disposizioni da parte degli Organismi competenti."
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